Eroi della Democrazia

Sono gli eroi senza nome che incontriamo nelle corsie dei nostri ospedali, medici, paramedici e amministrativi. Coloro i quali non vanno a far gli splendidi in TV.

Sono le cassiere, i commessi e i magazzinieri dei supermercati.

Gli operai, i camionisti, il personale dei trasporti pubblici, i ferrovieri.

Sono il personale delle pulizie, le badanti, le colf, i portieri, gli operatori ecologici che tutte le sante mattine si alzano all’alba per garantirci uno standard di normalità.

Sono quelli che portano da mangiare ai senza tetto. Laici, preti e suore che prestano il loro aiuto nell’assoluta discrezione, tra cui si contano parecchi contagiati e alcuni morti.

Il personale degli enti locali che presta servizio a della gente che li guarda di traverso e che ha sempre qualcosa da ridire, anche quando ha torto.

Sono loro che fanno funzionare questa riottosa Democrazia. E’ grazie a loro se non siamo ancora finiti male. Cerchiamo di ricordarlo nel giorno in cui ne usciremo. Cerchiamo di ringraziarli quando li incontriamo.

Fuori dal mondo

Noi Italiani siamo banditi da tutti i reami a causa del virus cinese: ci mettono in quarantena, ci rifiutano negli alberghi ed in alcuni paesi esteri, ci vietano addirittura l’ingresso: e adesso anche a casa nostra, nelle nostre Isole, gli stessi nostri amministratori locali vietano l’ingresso agli Italiani di Lombardia e Veneto. Penso che nemmeno nella distopìa della mente più contorta e malata, avremmo potuto fare una fine peggiore.
Ed è tutto merito nostro, dovuto ad una buona parte di mezzi di informazione, ad alcuni nostri presidenti di Regione oltre ad una parte di errori di comunicazione fatti dai rappresentanti del Governo, a mio parere, in buona fede.

Tutto questo ha contribuito a mettere in luce crepe evidenti nella gestione del sistema Stato – Regioni.

Vorrei ricordare che dal 1918 al 1920 l’influenza così detta “Spagnola”, si trasformò in una pandemia facendo passare a miglior vita milioni di persone nel mondo, compresa l’Italia: all’epoca non avevano i nostri mezzi di informazione e questo (oltre alla guerra) contribuì allo sviluppo di questa grande tragedia. Si portò via ricchi e poveri, grandi artisti e persone comuni in egual misura. E vorrei anche ricordare che il pericolosissimo virus Ebola è sempre tra noi, come la febbre suina. Tutti virus che derivavano da specie animali a quanto ne so: questo dovrebbe forse farci riflettere e magari orientarci verso uno stile di vita diverso, magari vegetariano.

In questi giorni sui nostri mezzi di informazione e Social network, si sono avvicendati esperti o sedicenti tali, amministratori di regione con mascherine, amministratori di regione che deliberano ordinanze in aperta violazione del Titolo V della Costituzione e che vorrebbero vietare ai Lombardi di entrare in Sicilia, politici ricattatori , complottisti e casalinghe in vena di riscatto regionale; tutto un campionario di casi umani molto imbarazzanti che nemmeno in un film di Mel Brooks avremmo potuto immaginare; essi non hanno fatto altro che amplificare in un modo sbagliato il nostro grande problema sanitario verso l’Europa ed il mondo, causando danni irreparabili a interi settori nostra economia di cui già si approfittanno da qualche settimana i nostri competitors esteri.

Siccome anche la febbre passa, passerà anche questo virus, muterà e si fermerà, ma spero che il contagio dell’idiozia autolesionista di chi ha il potere di governare e informare si fermi con lui. Cari Italiani, cercate di non votare dei pagliacci nelle vostre regioni, ma delle persone responsabili, che rispettino la Costituzione, o perlomeno che ogni tanto l’abbiano letta.

La 40ena Nazionale

La cosa più ricercata oggi a Milano 22  Febbraio 2020, è una mascherina. Se uno venisse da Marte non lo troverebbe mica strano, a Milano sabato prossimo sarà Carnevale! (ma nemmeno a me parrebbe strano se oggi qualcuno ci venisse a visitare da Marte, con tutto quello che sta succedendo)

Peccato che la mascherina in questione non sia quella di Meneghino ma quella Ffp3 o quella nella versione chirurgica, che su Amazon è esaurita da tempo.

Questo 2020 si è presentato come un Angelo sterminatore: le nostre più belle foreste dall’Amazzonia all’Australia sono andate in fumo, terremoti, inondazioni, vulcani in eruzione nelle Filippine, tempeste nel Nord Europa e per non farci mancare nulla anche una bella epidemia di Covid-19.

E immancabilmente in questo Paese, in Tv, sulle Radio e sul Web, c’è la volgarissima abitudine di improvvisarsi esperti virologi e tuttologi e trovare ogni pretesto per criticare il Governo e la Protezione civile, facendo tante polemiche inutili, svalutando e mettendo in dubbio  il lavoro delle nostre Istituzioni impegnate giorno e notte a gestire la crisi. Le nostre Forze dell’ordine e le donne e uomini della nostra Sanità, stanno dando il massimo per aiutare tutti quanti senza distinzione, anche quelli come loro.

E’ dai tempi della’antica Roma che Italia vanno sempre di moda quelli che cercano un povero Cristo a cui dare la croce. Speriamo non si mettano anche a dare la caccia all’untore.

Sarà che a Milano siamo mediamente pragmatici e non ci  tiriamo indietro davanti alle avversità; quando c’è da collaborare per il bene comune, ascoltiamo quelli che hanno le competenze necessarie per dare consigli e i chiacchieroni bauscia ci stanno proprio sui maroni.
Insomma facciamo poche storie.

Sul Web invece, ognuno si collega e si mette il cappello da mago della situazione.

Ecco, mi piacerebbe mettere i politici sciacalli ed i complottisti insieme a pulire le corsie e i bagni degli ospedali: quelli cioè che rispettivamente approfittano della crisi per criticare gli avversari politici e quelli che mettono on-line la panzana del virus fatto in laboratorio e altre balle senza fondamento, al fine di incrementare il traffico dei gonzi sui loro squallidi siti internet e pagine social. Loro sì li metterei in quarantena, ma su di un isola deserta.

Mi piacerebbe anche che questa emergenza finisse in fretta, che non si ammalasse e/o morisse più nessuno. Vorrei ci fosse più gente seria in giro, con più carattere e stile, per gestire certe emergenze tutti uniti e in sicurezza.

Mi piacerebbe che tornassimo a stringerci le mani.

E mi sorprende oggi desiderare, che a Venezia torni ancora il Carnevale.

I creduloni che non credono alla Shoa e il fascino della statistica

John William Waterhouse, Ulisse e le Sirene (1891)
John William Waterhouse, Ulisse e le Sirene (1891)

All’alba dell’anno 2018, a Gennaio, alcuni giornali italiani riportavano una statistica dove 9 Italiani su 10 all’inizio dell’anno leggevano l’Oroscopo e 4 su 10 si fidavano degli indovini.

All’alba del 2020, stesso mese, tutti i giornali italiani riportavano un rapporto Eurispes , dove il 15,6% degli stessi  Italiani (al netto degli espatriati o nel frattempo, suppongo, deceduti) negava fosse mai esistita la Shoa. Di questi molti rivalutano la figura di Mussolini, anche se dovrebbero spiegarci cosa ne pensano del fatto  (italianissimo),  che lo catturarono insieme al tesoro rubato al popolo italiano, mentre se la filava verso la Svizzera, travestito da soldato tedesco, tipo Albertone …

Non sto a sottolineare quanti credono ai fantasmi, agli esorcisti, al pendolino (non inteso come treno) e ad altre scemenze tipo Area51 e i cerchi nel grano, e non intendo mettere sullo stesso piano la gravità di questa negazione della NOSTRA Storia con le buffonate …

Mi domando solo che razza di Popolo  siamo diventati.

E quanto quella tristissima percentuale,  influenzi paradossalmente la nostra CREDIBILITA’ agli occhi del Mondo. Perché penso ci sia da vergognarsene.

E penso anche che avremo ancora tante sorprese nelle prossime statistiche: eh sì, perché il risultato dipenderà da quelli che grazie a certa TV,  ai Social e ad alcuni giornali, avranno stabilito se la guerra in Iraq c’è stata davvero o se era un montaggio del TG1,  se il corona-virus è stato in realtà un complotto dei Cinesi per fare i soldi con un nuovo vaccino e se i centri di detenzioni in Libia siano mai esistiti.

Ci vuole carattere per rimanere saldi e non lasciarsi influenzare dai falsi profeti a caccia di voti per la campagna elettorale di turno ovvero da gentucola  in fregola da popolarità  per i like sul proprio profilo FB, le cui motivazioni  sono orrendamente speculari oramai. Ci vuole carattere e una media-cultura: due cose di cui al momento, non ho notizie di statistiche in corso.

 ©l’Assenzia

 

 

 

La giornata della Memoria nel DOMANI in un Paese di social-smemorati.

Non credo che in Italia dopo il ’43, qualcuno abbia mai fatto un serio grande processo ai fascisti collaborazionisti dei tedeschi ed assassini degli Ebrei italiani e di una buona parte del nostro popolo che dopo di allora, non è più tornato a casa.

Ci furono, a quanto mi risulta, successivamente e per pochi anni,  alcune blande iniziative contro i  gerarchi e podestà siciliani da parte del governo degli alleati Americani con l’AMGOT e con gli Inglesi, in aggiunta ad alcune ridicole commissioni di epurazione da parte dei governi italiani, poi finite nel nulla, oltre a  varie vendette e ammazzamenti mai chiariti. Fu data priorità alla ricostruzione.

Niente a che vedere con Norimberga e con Francoforte: qui da noi al massimo se eri stato fascista, ti dispensavano da un incarico pubblico. Ma se eri nipote di qualcuno, il tuo passato spariva per incanto, bastava cambiar casacca. Tutto questo ha come risultato che permane ancora oggi un  rigurgito antisemita. E c’è chi ne approfitta ancora oggi per raccattare voti.

Da noi, c’è della gente che si comporta come se quel regime non fosse mai scomparso, gente che fa delle VIGLIACCATE EDITORIALI A DANNO di cittadini ITALIANI EBREI oramai ultraottantenni scampati ai lager,  e li condanna a girare con la scorta, solo per fare voti e VENDERE PIÙ PUBBLICITÀ SUI GIORNALI.

Questo paese non solo deve sopportare la vergogna dei mafiosi che COMANDANO LE ISTITUZIONI ATTRAVERSO LA MASSONERIA, dei fascisti e del penultimo gradino europeo in quanto a laureati ..  deve anche vedere gente anziana che vota ridicoli politici che fanno proclami dalla spiaggia mentre sorseggiano mojitos, su social come Tik Tok a ragazzini di 13 anni (me l’ha detto la mia pronipote)

E’ grazie a questi “elettori boccaloni” che fanno i loro affari gli uffici stampa dei politici perennemente in campagna elettorale,  scatenando le loro “macchine del fango”.

Entrano in gioco intrufolandosi sui social nei profili degli amici degli amici, seminando bufale e malcontento, arruolando come troll giovanotti ignoranti, tardone diversamente ragazzotte e violente su facebook, vecchiacci depressi con manie di protagonismo ed anche qualche psicopatico.

Nelle viscere di un Paesone goffo e sovrappeso, malato di provincialismo informatico e slot machine, questi signori coinvolgono chiunque, aggregando i consensi di quanti oramai hanno visto il proprio ruolo sociale messo in ombra dalle star di Istagram e in vena di riscatto mediatico.

Per  fare andare la macchina hanno creato un nemico da odiare: l’immigrato. Esattamente come fece il duce con gli Ebrei nel ‘38, bersaglio facile e a basso costo. Ma questi abboccano come gli anziani alle televendite.

E dal momento che si vota a 18 anni, i politici hanno ben pensato di crescere un popolo bue sui social che tra qualche tempo possa servirgli a diffondere la propria politica come se tifasse per una squadra di calcio.

Ragazzi: molti di voi non conoscono nemmeno la storia del nostro Paese ed è un peccato, perché potrebbero SALVARE IL PROPRIO FUTURO. Alcuni tra voi insultano popoli e persone che nemmeno conoscono e che magari sono stati loro parenti.

E voi, proprio voi che fate i bulli e vi credete tanto fighi e intelligenti, non avete capito che QUANTI HANNO BISOGNO DEI VOSTRI ORMONI PER FARE SOLDI, SARANNO QUELLI CHE DOMANI VI COMANDERANNO usando tutti i mezzi, anche umiliando voi o la vostra famiglia; quanti di voi diffonderanno questo odio sociale e totalitario, li aiuteranno a vincere le elezioni, a togliervi i diritti per insediarsi nei posti migliori, lasciando a voi ed ai vostri figli solo la polvere (per non dire altro). Basta conoscere la storia italiana per rendersene conto.

Fare la cosa giusta è più facile: basta PENSARE con la propria testa, cambiare strada e provvedere al nostro ed al  vostro DOMANI, per cambiare la prospettiva di questo Paese in maniera razionale OGGI.

 

2020: Should I stay or should I go?

Da anni oramai, un sacco di gente fa dei viaggi pazzeschi per poter stare in Europa, aggrappandosi da ogni dove alle nostre coste, aeroporti e qualcuno sotto lo chassis di un Tir per finire purtroppo morto assiderato. E forse ci hanno visto lungo.

Per contro, la metà dell’Inghilterra ci abbandona, votando la famosa “brexit” attraverso cui, a quanto pare, ritroverà la propria “libertà” e se possibile la propria prosperità secondo il suo fautore, Boris Johnson, che non è un cantante rock, ma il faccione giocondo e terribile dell’emulo britannico di Trump .

Per ora, molto più modestamente, citando il WSI del 10.01.2020 rileviamo che: “secondo uno studio di Bloomberg Economics condotto da Dan Hanson,  il conto (per l’Inghilterra) a fine 2019, è stato pari a 170 miliardi di dollari di Pil in meno, e altri 70 si aggiungerebbero in questo 2020 in cui si vedrà finalmente ufficializzato il recesso del Regno Unito dall’Ue (…)”.

Ma c’è anche chi come  la Scozia, non volendo uscire dalla UE, vuole uscire a sua volta dall’ Inghilterra: non trovate tutto questo surreale?

E presi anche loro dalla fregola dell’abbandono, ora anche i reali per non farsi mancare nulla hanno la loro Brexit, anzi Megxit: Henry e Megan  gli sposini terribili della Corona Inglese, vogliono uscire dalla Royal Family per stabilirsi in Canada, che attraverso vari sondaggi sui quotidiani, ha già fatto trapelare una certa aria di avversità verso la coppia reale.

Sappiamo comunque che l’inossidabile Regina Elisabetta (la quale invece rimane felicemente a casa sua) ha concesso ad Henry  dal carattere perlomeno anticonformista, (ritratto in questa foto di  Damir Šagolj per la Reuters al suo matrimonio con Megan) di uscire dalla vita della Corona Inglese, ma non dai compiti ufficiali come Duca del Sussex


Damir Šagolj/Reuters
Viviamo in un mondo dove tutti vogliono divorziare da loro stessi, come la Spagna col caso della Cataluñia. Un esempio che ci riguarda da vicino, è l’anti-europeismo portato avanti dai leader delle destre di alcune nazioni europee compresa la nostra.

Non vedo da noi molta gente che cerca di guardare le vere ragioni di questi capi-popolo che cavalcano furiose e fotografatissime battaglie per smarcarsi dall’ Europa, o perlomeno non ho notato qualcuno che abbia voglia di calcolare le conseguenze pratiche di tutto questo dal punto di vista della democrazia interna degli Stati.

Siamo in balìa di individui che con un Twitt promettono un mondo migliore, ma a ben vedere, a mio giudizio si oppongono a un ordine sovranazionale che gli impedirebbe di farsi i propri affari in maniera indisturbata.

E non solo: isolerebbero i propri cittadini mettendoli di fatto in ostaggio in una posizione pericolosa, impedendo loro di potere adire a un potere superiore qualora non vedessero rispettati i propri sacrosanti diritti a casa loro.  Essi si vedrebbero inoltre privati anche di quegli aiuti economici di cui ad oggi hanno beneficiato, che hanno permesso a tante imprese fino ad allora senza credito o speranze, di poter competere commercialmente con altre imprese in ambienti internazionali.

Insomma l’Europa è fatta di stati e staterelli, non mi pare convenga a nessuno di questi di misurarsi né commercialmente e tanto meno, in casi estremi, militarmente, con giganti tipo Russia, Cina o Paesi Arabi.

Il mio istinto di conservazione mi spinge a sperare di restare a casa nostra e (perché no?) magari di poter contare su un futuro  esercito europeo e di future nazionali di calcio femminili e maschili .

Insomma non abbiamo bisogno di nuovi barbari distruttori, ma di costruttori oltre che di Pace, di ponti, autostrade e magari anche di case popolari.

©l’Assenzia

 

In ricordo di tutte le Piazze Fontana del Paese alla rovescia

Ieri a Palazzo Marino,  il Presidente Mattarella con il Sindaco Sala e il Consiglio comunale di Milano, hanno finalmente ridato voce alle vittime di Piazza Fontana ignorate scientemente dalle Istituzioni Italiane per 50 anni.

Sono contenta, mi sta bene: ma vogliamo fare anche Giustizia oltre alle chiacchere o no?

Ho smesso di credere alle favole dei partiti di questo Paese alla rovescia in età adulta, quando era troppo tardi anche per me.

Dopo le tante morti delle varie stragi, anche di Stato, che si sono susseguite dal 69 ad oggi, i nostri tribunali  hanno sostanzialmente fatto Ingiustizia, assolvendo in alcuni casi gli assassini e addebitando le spese legali alle vittime,  come nel caso appunto di Piazza Fontana, che Montanelli chiamava “la madre di tutte le stragi”.

Peppino Pinelli

In cinque istruttorie e otto processi, nessuno è riuscito a condannare i responsabili di quella strage, Freda e Ventura condannati per altri addebiti,  ma solo a riconoscere che fu compiuta da un gruppo eversivo dell’estrema destra.

Ma dove la vergogna ha raggiunto l’apoteosi, è nel calvario fatto passare alla famiglia di Peppino Pinelli, accusato ingiustamente della strage della Banca dell’agricoltura e volato giù da una finestra della Questura di Milano tra il 15 e il 16 dicembre 1969  con un “balzo felino” ma all’indietro per un “malore attivo” (così lo definì la difesa sbilenca e rocambolesca del Commissario capo Allegra) mentre era trattenuto ingiustamente e illegalmente da oltre  48 ore.

Quelli che ufficialmente lo detenevano, sono morti. Ma i funzionari del Viminale, quelli dei servizi che ora sappiamo essere stati parte attiva e  presenti all’interrogatorio e alla sua morte, sono ancora vivi? E  se sì, quando ci faranno la grazia di farci sapere com’è morto il Signor Pinelli?

Ma sopratutto : un risarcimento ai suoi superstiti e alle vittime innocenti del connivente  Stato Italiano,  non sarebbe palesemente dovuto? Cos’è, basta la stretta di mano e la pacca sulle spalle, alle nostre Istituzioni,  per dare un bel colpo di spugna e ignorarli per altri 150 anni?

L’unico risarcito dopo un’attesa di 42 anni,  è stato un superstite tignoso forse anche per mestiere, cassiere della Banca, il quale ha vinto un ricorso al Tribunale del lavoro di Imperia che ha condannato L’Inps e il Ministero dell’Interno a pagare oltre 500mila euro per i traumi seguiti  alle lesioni derivate dalla deflagrazione.

E questo dimostra che quando si vuole far Giustizia si fa  sul serio, e che  le vie dei Tribunali del Lavoro sono infinite, come pure i tempi dei risarcimenti.

©l’Assenzia

Ritorno al futuro: American’s dream

 

Mr. Sundar Pichai

Alcuni personaggi politici delle passate legislature nostalgici delle leggi razziali, potendo contare sulla credulità degli ignoranti, su uno stipendio da favola e una pensione assicurata, per continuare a farsi votare da una manica di depressi (come certificato dal Censis) e farci ritornare al Medioevo,  si sono inventati che sia in atto una sostituzione etnica nel nostro paese.

Per loro basterebbe essere italiani per assurgere a dignità morale e diventare dei geni, delle “eccellenze”: infatti i nostri migliori scienziati scappano all’estero per evitare i propri connazionali.

Chissà se questi politici segregazionisti, sarebbero capaci di fare il lavoro di Mr.  Sundar Pichai, il quale a 46 anni,  è diventato una delle figure più potenti della Silicon Valley grazie allo studio, al talento e a tanto lavoro.

Umanamente il passaggio dall’India agli Stati Uniti non deve essere stata proprio una passeggiata. Infatti non è che negli USA brillino per mancanza di razzismo. Eppure gli americani quando si tratta di affari, sono persone pratiche ed ignorano la parte retrograda della società, perché improduttiva.

Cresciuto a Chennai, in India, classe 1972,  Mr. Pichai racconta in un intervista di non aver mai avuto un computer tutto suo,  accesso ad Internet o ad un semplice telefono, fino a quando, laureatosi precocemente in ingegneria meccanica nel proprio paese,  non  è approdato negli Stati Uniti da immigrato con una borsa di studio alla Stanford University, dove ha conseguito un Master of Science.  Ha poi conseguito un MBA ( Master in Business Administration) presso la Wharton School of the University of Pennsylvania.

Lavora per Google dal 2004 ed ha fatto molte cose in azienda, dalla supervisione di Chrome, al responsabile del prodotto di Google e responsabile del sistema operativo Android. È diventato CEO nel 2015.

I co-fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin hanno annunciato martedì scorso, che Mr. Pichai avrebbe assunto la carica di Ceo della società madre Alphabet (GOOGL) e Ceo di Google. “Sarà il dirigente responsabile e responsabile della guida di Google e della gestione degli investimenti di Alphabet nel nostro portafoglio di “Other Bets”, scrivono i fondatori in una lettera.

Pensateci bene: qui da noi, qualche brillante imprenditore nostrano, al massimo gli avrebbe offerto di mungere le vacche o di raccogliere i pomodori a 3 euro all’ora, invece di metterlo al tavolo delle trattative di Ilva o di Alitalia ad esempio. Perché noi,  che siamo bianchi e  italiani, siamo  “le eccellenze”  …

©l’Assenzia

La nave dei folli

Ma cosa succede nel mondo?

Sembra diventato un quadro di Hieronymus Bosch questa Terra.

Come in  uno strano complotto qualcuno ha sostituito i governanti seppur mediocri delle grandi nazioni,  con degli avidi,  autentici pazzi scatenati e ignoranti.

Un bifolco parvenue che scambia l’Amazzonia per un campo di patate e invita a dargli fuoco per seminare mais, governa una delle più grandi nazioni, il Brasile.

La Cina massacra allegramente i giovani di Hong Kong senza che nessuno dica beh. E intanto un’altro in Corea con un taglio di capelli fatto da un cubista triste e in crisi esistenziale minaccia di buttare l’Atomica sugli Usa e l’ altro bifolco presidente  americano,  lo va a trovare e invece di menargli lo bacia. Uno che governa il mondo col suo faccione paonazzo da mbriaco dalla finestra di Twitter e non contento  incasina il mercato internazionale  perché ha scambiato l’economia mondiale per gioco d’azzardo.

A coronamento del manicomio internazionale, ecco che un pusillanime ricattatore che dovrebbe marcire in galera per svariati reati penali tra cui il ricatto alla Germania, fa il capo del governo di milioni di turchi e massacra senza vergogna oppositori, giornalisti,  curdi e siriani, minacciandoci di aprire le frontiere se ci azzardiamo a fiatare.

E come mai l’Europa è così blanda nei suoi ammonimenti? E noi Europei come mai ci voltiamo dall’altra parte? Forse perché le armi al macellaio le abbiamo fornite noi?

Siamo forse diventati come quelli che sotto il nazismo, davanti al genocidio degli Ebrei chiudevano gli occhi e giuravano di non aver capito che morivano nei campi di concentramento?

E a casa nostra: davvero non vediamo gli extracomunitari e gli italiani stessi sfruttati e bullizzati indegnamente nei campi di pomodori o per le strade facendo i riders per pochi euro? E i mafiosi che ricattano e uccidono, gli spacciatori che seminano morte, davvero non li vediamo?

Ma cosa c’è successo: cosa c’è successo?

©l’Assenzia

 

Repetita iuvant

Pamela Lyndon Travers

Che cosa strana, avevo intitolato il post precedente “la pillola va giù” ed ora mi trovo a parlare proprio di chi ha reso famoso il brano a cui la frase si riferisce: Julie Andrews alias Mary Poppins.

Perché proprio nella giornata in cui tutti i media si occupavano del meritatissimo leone alla carriera che la grande Julie riceveva a Venezia, su ABC News facevano uno speciale piuttosto lungo sul sequel della Disney intitolato“Mary Poppins returns” dove recita anche Van Dike, indimenticabile spazzacamino coprotagonista di Mary. Il film è basato su “Mary Poppins Comes Back “secondo libro di Pamela Lyndon Travers, pervicace autrice  anche del primo romanzo da cui è tratto “Mary Poppins”, la quale ha avuto una vita altrettanto interessante come i suoi personaggi.

Inutile dire che la Andrews non ha partecipato al sequel e mi avrebbe meravigliato il contrario.

Non ho visto il film intero, ma devo dire che le scene viste non mi hanno trasmesso nessuna meraviglia, nemmeno i cartoni che accompagnavano gli attori. Mi ha emozionato forse rivedere Van Dike, che anche travestito da banchiere lasciava trasparire un’energia che bucava la scena come tutti i veri primi attori.

Ma ripeto, non ho visto tutto il film e tutto ciò che scrivo è il parere di qualcuno che certamente non si occupa professionalmente di cinema.

Eppure da spettatrice non mi vergogno a dire che ho visto l’originale forse 5 volte e tutte quante le volte non mi sono persa neanche un minuto del film.

Julie Andrews

La vera magia in Mary Poppins,  l’ha messa Julie Andrews, grandissima attrice, col suo personaggio folle ma centrato, che faceva apparire normale la surrealtà aprendo quell’ ombrello sotto cui tutti noi bambini, almeno per cinque minuti, avremmo voluto volare

©L’assenzia